In maniera apparentemente semplice, dall'incontro della cellula sessuale femminile (ovocita) e di quella maschile (spermatozoo) scaturisce una nuova vita.
In realtà numerose fasi hanno richiesto giusti tempi di maturazione così come svariati ostacoli sono stati spontaneamente superati prima di giungere all'atto finale della fecondazione.

CELLULA GERMINALE FEMMINILE (OVOCITA)

Le ovaie sono le gonadi femminili che hanno sia una funzione riproduttiva (producono gli ovociti) che endocrine (producono gli ormoni femminili = estrogenti e progesterone).
Intorno al quinto mese di vita fetale si raggiunge il maggior numero di ovociti presenti nell'arco della vita (circa 6-7 milioni).
Molti di loro hanno già raggiunto la prima tappa maturativa ed a tale stadio resteranno bloccti per molti anni, fino alla pubert. Nel frattempo, però, molti ovociti degenerano, al punto che alla nascita sono presenti solo due milioni circa e di questi alla pubertà saranno ancora indenni solo 300-400 mila.
Con l'avvio della pubertà e per tutta l'età fertile si compie ciclicamente un processo che porta a maturare un ovocita per volta cosicché solo 300-500 ovociti dell'intera riserva ovarica giungeranno a maturazione nell'arco della vita.
Il ciclo ovarico è controllato da due strutture del sistema nervoso centrale (ipotalamo e ipofisi) tramite la secrezione di ormoni (GnRH, FSH, LH) che agiscono sulle ovaie. Queste sono quindi stimolate a far crescere e maturare un solo ovocita contenuto a sua volta in un follicolo.
Ecograficamente è possibile in maniera indiretta seguire le fasi maturative dell'ovocita motorizzando la crescita del follicolo che può arrivare fino a 25 mm di diametro.
In questa prima fase (detta follicolare) l'ovaio produce prevalentemente estrogeni in quantità crescenti.
Un buon livello ormonale permette la giusta crescita e maturazione della mucosa uterina (endometrio), e la secrezione di un muco abbondante, traslucido e filante da parte del collo dell'utero. Intorno al 14 giorno del ciclo ovarico una quantità improvvisamente elevata di LH in circolo determina, dopo 36-38 ore l'ovulazione, ossia la rottura del follicolo con fuoriuscita del liquido e dell'ovocita.
In questa fase l'ovocita misura circa 150-200 micron di diametro (1 micron = 1 millesimo di millimetro), è circondato da un rivestimento proteico, la zona pellucida, che ha uno spessore di circa 20 micron all'esterno del quale alcuni strati di cellule disposte a raggiera vi aderiscon strettamente (corona radiata).
Nell'ovaio, il follicolo rimasto vuoto si riempie di sangue e si trasforma nel corpo luteo che produce nella seconda fase del ciclo ovarico (detta luteinica) il progesterone.
Questo ormone, oltre a causare un fisiologico aumento della temperatura basale della donna, induce sostanziali modificazioni nell'endometrio che lorendono recettivo all'impianto di un eventuale embrione.

CELLULA GERMINALE MASCHILE (SPERMATOZOO)

I testicoli sono le gonadi maschili ed anch'essi hanno una duplice funzione, riproduttiva (producono gli spermatozoi) ed endocrina (testosterone).
Sono situati nello scroto, cioè all'esterno dell'addome, perchè necessitano di temperature inferiori a quella corporea. Pur essendo di forma ovalare sono costituiti da numerosi tubuli raggomitolati, i tubuli seminiferi, che jhanno un diametro di appena un decimo di millimetro e uuna lunghezza di circa 2 metri l'uno! Sommandoli tutti si superano i due chilometri!
Nello spessore dei tubuli si originano e maturano le cellule germinali maschili (spermatozoi) sostenute e protette da altre cellule altamente specializzate, le cellule del Sertoli. Quando lo spermatozoo è maturo, si distacca dalle cellule del Sertoli, cade nel lume del tubulo seminifero e inizia la sua lunga strada verso l'esterno. Questa fase di differenziazione dura circa 53 giorni.
L'intero processo, detto di spermatogenosi, nell'uomo adulto è di tipo continuo; quindi ongi giorno un certo numero di cellule germinali "dormienti" intraprende tale viaggio in modo che con un apparato riproduttivo normalmente funzionante si producono ogni giorno milioni di spermatozoi.
Il gamete maschile maturo è una cellula altamente specializzata e perciò di morfologia insolita. E' lugno circa 60 micron ed è costituito da una piccola testa, contenente condensato, il patrimonio genetico del padre, un collo contenente il "motore" e il "carburante" che fanno muovere vivacemente la lunga coda.

LA FECONDAZIONE

Entrambi i gameti ovocita e spermatozoo giunti a maturazione differiscono da tutte le altre cellule del corpo umano poiché contengono ciascuno solo la metà dei cromosomi tipici per la specie umana (23 invece di 46) (Meiosi).
Dalla fusione di due gameti si costituirà quindi un'unica cellula con un patrimonio genetico completo che suddividendosi in maniera corretta darà origine ad un nuovo individuo.
Ad entrambi i gameti, però, nonostante la maturità morfologica raggiunta (ovulazione e spermatogenesi) si presentano numerosi ostacoli, anatomo-funzionali da superare prima del fatidico incontro.
Così gli spermatozoi usciti dal testicolo sono immobili e incapaci di fecondare, ma acquistano la motilità man mano che procedono lungo l'epididimo.
Questo è un lunghissimo tubo raggomitolato a ridosso del testicolo, nel sacco scrotale.
In esso restano in attesa di essere eiaculati all'esterno con l'atto sessuale.
Con l'eiaculazione gli spermatozoi attraversano il canale deferente e poi si mescolano nell'uretra con il liquida della prostata e delle vescichette seminali.
In questa fase sono mobiuli ma non ancora atti alla feritilizzazione dell'uovo. E' questo un processo detto di capacitazione, noto sin dal 1951 ma per alcuni aspetti biochimici ancora osucro.
Lo spermatozoo capacitato ha una motilità iperattiva ed ha subìto la cosiddetta reazione acrosomiale, ossia l'attivazione degli enzimi proteolitici contenuti in un sacchetto che ricopre in parte la testa a mo' di cappuccio (acrosoma).
Quest'ultima tappa maturativa lo spermatozoo l'acquisisce in vitro oppure risalendo lungo le vie genitali femminili.
Infatti, deposti in vagina in decine di miliioni nel corso di un rapporto sessuale circa l'1% risale in controcorrente il canale cervicale nel muco ovulare superando il collo e raggiungendo la cavità uterina. L'utero e le tube li aiutano con delle contrazioni ritmiche che hanno un effetto aspirante. Giungono così nella parte terminale della tuba detta ampolla; se il rapporto è avvenuto in periodo ovulare, nell'ampolla troveranno ad aspettarli l'ovocita che, fuoriuscito dall'ovaio con lo scoppio del follicolo, è stato risucchiato dalla tuba.
Una massa vischiosa di cellule (cumulo oofor, corona radiata) proteggono l'ovocita e numerosi spermatozoi, a fatica, utilizzano vigorosi movimenti e i loro enzimi proteolitici per penetrarla. A ridosso della zona pellucida avviene la reazione acrosomiale, ossi la rottura dell'acrosoma e l'utilizzo massivo degli enzimi sì da procurare un profondo foro nello spessore della ZP.
In tal modo inizia il processo di fusione dei due nuclei, ben visibili nel citoplasma (pronuclei) che, con i 23 cromosomi maschili e i 23 cromosomi femminili, daranno origine ad una nuova cellula con l'intero patrimonio genetico di 46 cromosomi (zigote).
La formazione dello zigote richiede circa 20 ore e successivamente, con un ritmo di circa 14 ore, si susseguono le divisioni cellulari. Per i primi 2-3 giorni il pre-embrione in divisione è delicatamente trasportato all'interno della tuba nel fluido tubarico grazie a dei movimenti ritmici delle ciglia che tappezzano la stessa tuba.
Quando si ritrova in cavità uterina ha già raggiunto uno stadio di sviluppo di 8-16 cellule (morula).

L'IMPIANTO OPPURE LA MESTRUAZIONE

Il pre-embrione sopravvive molto bene per altri 3 giorni circa nel muco prodotto dall'endometrio maturo. Nel frattempo si suddivide ulteriormente fino allo stadio di blastocisti ed identifica nella cavità uterina un punto adeguato per l'attecchimento.
Sabarazzatasi della zona pellucida, la blastocisti si insinua nella mucosa uterina.
Le cellule periferiche della blastocisti che favoriscono il suo annidamento nel tessuto endometriali costituiscono il trofoblasto che successivamente si trasformerà in placenta. Fin da ora però, è capace di produrre la gonadotropina corionica umana (hCG) che diffondendo verso il sangue matermo può essere dosata mediante un semplice prelievo di sangue venoso.
La funzione principale di questo ormone è quella di mantenere l'attività del corpo luteo nell'ovaio (corpo luteo gravidico) e quindi la produzione del progesterone, ormone indispensabile in queste prime fasi della gravidanza.
Il più delle volte però all'ovulazione non segue la fecondazione perchè, semplicemente, non si sono avuti rapporti in tale periodo.
La mancata produzione della hCG fa regredire lentamente il corpo luteo che riduce la produzione del progesterone. Fenomeni regressivi avvengono anche nell'endometrio che, pur essendo maturato per poter accogliere una gravidanza, si trova senza più alcuno scopo. Si ha quindi il suo sfaldamento e dissoluzione con le mestruazioni che rappresentano anche l'inizio del ciclo ovarico successivo.

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